In questi giorni si fa un gran parlare della manovra finanziaria che ha tenuto tanto impegnati i ministri in questo caldo mese di agosto.
A dispetto di quanto sbandierato in campagna elettorale, durante la conferenza stampa seguita al Consiglio dei Ministri, il Presidente Silvio Berlusconi, in compagnia del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ha illustrato i contenuti della manovra dichiarando “Il nostro cuore gronda sangue quando pensiamo che uno dei vanti di questo governo era quello di non aver mai messo le mani nelle tasche degli italiani, mi cito tra virgolette, ma la situazione mondiale è cambiata e abbiamo di fronte la più grande sfida planetaria”.
La manovra anticrisi ammonta a 45 miliardi (20 miliardi nel 2012 e 25 miliardi nel 2013) e tocca diversi aspetti della nostra economia.
CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’
Tutti i lavoratori, sia pubblici che privati, dovranno pagare un contributo di solidarietà, pari al 5% per i redditi tra i 90.000 ed i 150.000 e del 10% per la parte eccedente. Per i parlamentari le percentuali saranno raddoppiate. Tale contributo scatterà già dal 2011 per i pubblici dipendenti mentre dal 2012 anche i privati dovranno adeguarsi.
Fatta eccezione per i BOT, la tassazione sui titoli (azioni, obbligazioni e fondi) passerà dal 12,5% al 20% mentre verrà ridotta dal 27% al 20% quella sui depositi bancari e postali.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Sono stati disposti tagli ai ministeri per quasi 6 miliardi nel 2012 e per 2,5 miliardi nel 2013.
Agli enti locali verranno tagliati 6 miliardi nel 2012 e 3,5 miliardi nel 2013. Alle Regioni sarà tagliato 1 miliardo di euro.
Dovrebbero essere anche abolite le province al di sotto dei 300.000 abitanti ed accorpati 1.500 comuni con meno di 1.000 abitanti (circa 1970). Tutti gli enti con meno di 70 addetti inoltre dovrebbero essere soppressi.
La manovra prevede la riduzione di ben 54.000 posti in Regioni, Province e Comuni a partire dalla prossime elezioni.
Sempre nel settore pubblico, il trattamento di fine rapporto (TFR) subirà uno slittamento di 2 anni e sarà previsto uno slittamento anche sulle tredicesime dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni che non hanno raggiunto gli obiettivi di riduzione della spesa pubblica.
LAVORO
L’età pensionabile delle donne nel settore privato verrà innalzata progressivamente a 65 anni a partire dal 2015 (anziché dal 2020).
La contrattazione aziendale inoltre potrà stabilire e derogare a quella nazionale su tutto ciò che riguarda l’organizzazione della produzione e del lavoro (come gli orari di lavoro), toccando persino i licenziamenti senza giusta causa (tranne quelli per motivi discriminatori). Come chiarito dal Ministro Sacconi “La norma […] non interviene su minimi contrattuali” ed aggiunge “L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è stato modificato. Non l’abbiamo toccato. Abbiamo solo previsto la possibilità che con accordi aziendali si possano definire accordi in materia di licenziamenti senza giusta causa”.
Le giornate festive non religiose (1° maggio, 2 giugno e 25 aprile) verranno spostate al lunedì per evitare i “ponti”.
Sono previste l’attuazione della tracciabilità di tutte le transazioni commerciali in contanti superiori ai 2.500 euro e sanzioni più pesanti (arrivando alla sospensione dell'attività) per la mancata emissione di fatture o di scontrini fiscali.
INOLTRE:
- Ci saranno aumenti su benzina, giochi e tabacchi
- Nuovi criteri ancora più restrittivi per gli studi di settore
- Pagamento di un’addizionale per le società del settore energetico
- Per sanità, scuola, ricerca, cultura e 5 per mille non ci saranno tagli così come per l'edilizia scolastica e delle carceri
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